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ABOUT AZUCENA

INTRODUZIONE A LUIGI CACCIA DOMINIONI

BIOGRAFIA

INDICE OPERE

 

Fondato nel 1947 da Luigi Caccia Dominioni, Ignazio Gardella e Corrado Corradi Dell’Acqua, il marchio italiano Azucena da sempre si distingue per le sue collezioni che uniscono eleganza formale, lusso understated, estetica pura e nitida e un’altissima manifattura.

Il brand, che gli architetti chiamano Azucena dal nome della zingara dell’opera teatrale Il Trovatore, viene creato sia per raccogliere alcuni dei loro progetti di mobili per destinarli all’arredo degli edifici da essi disegnati che, per converso, per poter produrre singolarmente alcuni mobili facenti parte di serie di arredo da loro progettate. Prende vita così una serie di pezzi divenuti iconici - su tutti la sedia “Catilina” - caratterizzati dall’unione di materiali diversi, ma sempre ricercati, e dalla ripresa di forme stilistiche tradizionali. Nel 2018, acquisito da B&B Italia, che lo ha voluto preservare e rilanciare, in una visione attiva dell’heritage italiano, lo storico brand ritorna sul mercato con una serie di “classici moderni” disegnati dall’architetto Luigi Caccia Dominioni a partire dalla fine degli anni 40. Sedie, divani, tavoli e lampade che hanno scritto la storia del design made in Italy e che tornano oggi come testimonianza di classe e qualità.

“Faccio le scale rotonde: l’uomo si muove per line curve; quando fai una scala rettangolare l’uomo istintivamente la percorre muovendosi con in un ovale: cioè camminando in curva. Dicono che le mie scale sono barocche, in realtà sono solo funzionali rispetto al movimento dell’uomo che si muove preferibilmente secondo percorsi sinuosi e non rettilinei.”

Luigi Caccia Dominioni

INTRODUZIONE A LUIGI CACCIA DOMINIONI

A volte capita di vedere un oggetto per la prima volta e di riconoscerlo. Si tratta di un colpo di fulmine, di un innamoramento, di un istante che ci fa capire che la nostra ricerca è finita. Questo è il colpo di fulmine che spesso si prova di fronte ai lavori di Luigi Caccia Dominioni, uno dei maestri assoluti del design italiano. Molto noto tra gli addetti ai lavori (che affettuosamente lo chiamano Gigi o semplicemente il Caccia) il suo nome è forse poco conosciuto al grande pubblico, ma non i suoi oggetti. Il suo tocco inconfondibile mescola curve e linee rette, acciaio e velluto, tradizione borghese e abitare contemporaneo, sogno e vita quotidiana, surrealismo e praticità, senza per questo definire uno stile ovvio e facilmente imitabile.

Architetto di nobili origini, non apparteneva a nessuna scuola ed era un battitore libero, capace di passare con agilità dal progetto di un palazzo a quello di una lampada, dall’abitazione signorile al piccolo appartamento, dal convento al supermercato. Era milanese, anzi, “milanesissimo” (come amava definirsi) e di Milano esprimeva quel rigore che spesso nasconde una sorpresa: l’industriosità che non ha paura del cambiamento, il rispetto del lavoro manuale che spinge a sfidare gli artigiani verso nuove soluzioni. Non ha mai cercato di imporre un segno iconico, tantomeno un logo o un elemento che potesse diventare il suo marchio di fabbrica; al contrario, era pronto a rinnovarsi ogni volta e a sorprendere il suo pubblico con soluzioni geniali e inaspettate. Amava definirsi “barocco” ma molti suoi oggetti sono talmente essenziali da rasentare il minimalismo. Com’è possibile? Quello che accomuna tutti i suoi lavori non è solo lo stile, ma è il metodo con cui applicava il rigore dell’architetto alla vita delle persone, tanto nelle grandi quanto nelle piccole dimensioni. Diceva che “l’appartamento è una micro città” e le persone si muovono al loro interno “essenzialmente per linee curve, che ricordano la sinuosità dei corsi d’acqua”. Ecco perché le curve che ci regala la natura e le linee rette che disegna l’architetto, si incontrano con grazia nei suoi oggetti di design più celebri, come la sedia Catilina, il tavolo Fascia Specchiata, la serie Toro, il tavolo Cavalletto. E dietro ad ogni curva può esserci una bella sorpresa. La sua passione per la storia si ritrova nell’amore con cui talvolta traeva ispirazione da umili archetipi del quotidiano e li aggiornava alle trasformazioni della vita domestica, che negli anni del secondo dopoguerra e del boom economico avevano subito un’accelerazione sorprendente. Sapeva che per creare innovazione è necessario non dimenticare, ma se si è troppo rispettosi del passato non si va avanti: ancora oggi possiamo toccare con mano questo concetto nella poltrona ABCD, magari “vestita” con la lampada Poltrona. Lo stesso si può dire per i mobili da giardino Nonaro, che sembrano uscire da un affresco rinascimentale, ma raccontano la storia del design di oggi. Molti oggetti di design di Luigi Caccia Dominioni sono attraversati da una vena di ironia e leggerezza, che a volte rasenta il surreale. Una monaca diventa paralume con Monachella, un imbuto decolla verso il cielo con la lampada da terra Imbuto, il sedile di un’auto da corsa si ferma in casa con la poltrona Pole Position. E una lampada da tavolo con la base in ghisa non può che prendere il nome di Base Ghisa. In sintonia con molti grandi artisti suoi contemporanei, Caccia sperimentava con la scala degli oggetti: li ingrandiva, li rimpiccioliva, a volte giocava con le proporzioni dei diversi elementi. Lo vediamo in Chinotto, una piccola poltrona con un’enorme base imbottita, ma anche nel pouf Cilindro, una specie di gigantesco tappo o enorme gomma da matita. Sistemati nel giusto contesto, funzionano quasi come bacchette magiche e sono capaci di far sembrare più grande uno spazio angusto, in linea con quello che Caccia Dominioni sosteneva: “Mi sono sempre appassionato agli spazi piccoli e ho dato l’anima per farli sembrare più grandi”. Gli oggetti di Caccia Dominioni sono senza tempo ed è facile innamorarsene. Ma sono anche pieni di storia, racconti e idee che si lasciano scoprire poco alla volta, senza fretta. Per questo diceva che i suoi oggetti devono essere “contemplati e usati”. Per questo è sempre stato amato dalla committenza più raffinata, così come da architetti e designer, che piano piano hanno assimilato la sua lezione, riportando di conseguenza i suoi oggetti al centro dell’attenzione di un pubblico sempre più vasto. Lontano dall’essere una superstar, il suo spirito lo ha reso un sofisticato punto di riferimento per un’intera generazione di progettisti, oggi potremmo dire un vero e proprio “influencer degli influencer”.

"Ho pensato anche che sarebbe stata una buona regola per tutte le città dare agli edifici un’immagine più vicina possibile al suolo. Se le architetture nascessero dal suolo, nascerebbero con i materiali locali, quindi tono su tono, pietra su pietra, materia su materia. [...] Per lo stesso motivo uso intonaci rossi o marroni, i colori delle terre naturali."

Luigi Caccia Dominioni

BIOGRAFIA

Luigi Caccia Dominioni (1913-2016) è uno dei principali architetti e urbanisti italiani del secondo dopoguerra e uno dei precursori e fondatori del design italiano, brillante interprete della tradizione milanese e lombarda Inizia il suo percorso professionale subito dopo la laurea conseguita nel 1936 presso il Politecnico di Milano con l’apertura di uno studio in Porta Nuova insieme ai fratelli Livio e Piergiacomo Castiglioni, dedicandosi ad architettura di interni, design, progettazione industriale, concorsi e allestimenti. In particolare, l’attività nel campo dell’industrial design lo vede “pioniere” alla VII Triennale di Milano con una serie di apparecchi radio progettati con i fratelli Castiglioni.

Figura di riferimento per i progettisti contemporanei, ha scandagliato nel corso della sua attività il rapporto tra modernità e tradizione contribuendo in modo decisivo alla ridefinizione architettonica di Milano, sua città natale, nel dopoguerra. Tra le sue opere più celebri in città ci sono i condomini di via Ippolito Nievo, il quartiere San Felice e la riqualificazione di Piazza San Babila. Per quanto riguarda la sua carriera come designer, la sua operapiù celebre è certamente la poltrona Catilina, realizzata nel 1957. Luigi Caccia Dominioni ha vinto il prestigioso Compassod’Oro per importanti progetti quali la Sedia T12 Palini, in collaborazione con i fratelli Castiglioni, e la porta Super. Inoltre, è stato insignito del Compasso d’Oro alla carriera per il suo contributo oggettivo alla definizione stessa di design italiano e dell’originalità dei suoi contenuti.

INDICE OPERE

Architetture e Design

1938/42
Sistemazione di Casa Manusardi, Milano
Design: Phonola, radio ricevitore, Miracoli, posate (con Livio e Pier Giacomo Castiglioni)
1947/49
Casa Caccia Dominioni (ricostruzione della casa di famiglia), Piazza Sant'Ambrogio 16, Milano
Design: Cavalletto, tavolo
1948/54
Istituto della Beata Vergine Addolorata, via Calatafimi 10, Milano
Design: Sasso lampada
1952/57
Edificio per uffici Loro&Parisini, via Savona, Milano
1953/59
Edifici per uffici e negozi, Corso Europa 10-12, 18-20, (angolo via Felice Cavallotti), Milano
Design: Base ghisa, lampada, Monachella, Imbuto
1955/56
Edificio per abitazioni, via Ippolito Nievo 28/1, Milano
1955/57
Case Rosales e Somaini, sistemazione interna, Lomazzo, Como
1955/59
Edificio per abitazioni, via Vigoni 13, Milano
1957
Ristrutturazione di Villa San Valerio, Albiate (Monza Brianza)
1957/61
Edificio per abitazioni, uffici e negozi, Corso Italia 22-24, Milano
Design: Fasce cromate, tavolino
1958/60
Edificio per uffici e negozi, via Santa Maria alla Porta 11, Milano
Design: Catilina, poltrona
1958/63
Edificio per abitazioni, via Massena 18, Milano
1958/64
Edificio per abitazioni, via Tamburini 5, Milano
1959
Grattacielo per abitazioni e negozi, Legnano (MI)
1959/60
Villa sopra Stresa, Vedasco, Novara
1959/63
Convento Sant'Antonio Frati Francescani, via Farini, Milano
1959/64
Edifici per abitazioni e negozi, via Santa Croce 23, Milano
1959/68
Ristrutturazione, nuova realizzazione e sistemazione interna, Biblioteca Pinacoteca Ambrosiana, Piazza Pio XI, Milano
1960
Sistemazione interna di appartementi, via Bigli, Milano
Design: Melanzana, maniglia
1960/61
Edificio per abitazioni, Piazza Carbonari 2, Milano
Design: ABCD, poltrona, Nonaro, sedie, poltrone, tavoli, tavolini, pouf
1960/62
Edificio per abitazione, ristrutturazione e nuova realizzazione, via Gesù, Milano
1960/63
Complesso «Le Casacce della Rotonda», sei ville, Pineta Arenzano, Genova
1962/64
Convento Monache Benedettine, Viboldone, Milano
1962/65
Edificio per abitazioni, via Cavalieri del Santo Sepolcro 6, Milano
1962/69
Teatro e Accademia dei Filodrammatici, ristrutturazione, nuova realizzazione e sistemazione interna, Piazza P. Ferrari, Milano
1963/64
Edificio per abitazioni, via degli Alerami 28, Milano
Design: Cilindro, pouf
1963/65
Edifici per uffici e negozi, Corso Europa 11-13, Milano
1963/66
Edificio per abitazioni e negozi, Corso Monforte 9, Milano
Design: Fasce cromate, divano
1963/70
Edificio per uffici, Cartiere Binda, Piazza Velasca, Milano
1964
Edificio per abitazioni e negozi, via Santa Croce 3, Milano
1964/66
Edificio per abitazioni, via Ippolito Nievo 10, Milano
1965/66
Biblioteca Ezio Vanoni, via Cortivacci, Morbegno, Sondrio
1965/67
Fontana e monumento ai Marinai d’Italia, Milano, con Francesco Somaini

 

 

1965/69
Chiesa di San Biagio, Monza
1967/65
Quartiere Milano San Felice (con Vico Magistretti)
1967/69
Chiesa Madonna delle Grazie, Morbegno, Sondrio
1968/70
Edificio per abitazioni e negozi, via Catena 4, Milano
1968/71
Società Cattolica di Assicurazione Lungadige Cangrande, Verona
1969/71
Edificio per abitazioni e negozi, via della Spiga, via Senato, Milano
1969/72
Monastero di Santa Maria Presentata, Poschiavo, Svizzera
1970/90
Banca Popolare di Sondrio, ristrutturazione e nuova realizzazione,Via Santa Maria Fulcorina, Milano
Design: Fascia specchiata, tavolino
1972/85
Complesso residenziale, Golf Club Monticello, Fino Mornasco, Como
1973
Complesso “Casa per anziani”, progetto non realizzato, Palazzolo sull'Oglio, Bergamo
Design: Toro, poltrona e divano
1974
Villa Barbiero, Montorfano, Como
Design: Chinotto, poltrona, Cobra, lampada
1975
Edificio per abitazione, progetto di ristrutturazione del corpo frontale, Piazza Giovanni XXIII, Milano
1977
Museo Poldi Pezzoli, sistemazione e allestimento primo piano, via A. Manzoni, Milano
Edificio per abitazioni, via A. Saffi, Genova
1979/83
Villa Sant'Ilario, Isola d'Elba
Design: Nelly, lampada da poltrona
1980
Edificio per abitazioni e uffici Skairan, ristrutturazione e nuova realizzazione, Saint Jean, Cap Ferrat, Francia
1980/82
Banca Popolare di Sondrio, Delebio, Sondrio
1981/83
Casa per anziani, Poschiavo, Svizzera
1982/83
Edificio per abitazione, via Alessi, Genova
Design: Super, Tris, porte
1982/85
Centro culturale, San Vito al Pasquirolo, Largo Corsia dei Servi, Milano
1985/87
Edificio per uffici Diadermina, via Comelico, Milano
1985/92
Istituto di Biotecnologia, Ospedale San Martino, Genova
1986
Edificio per uffici Ticino Vita, Lugano, Svizzera
Design: Leggio - mostra
1987
Fondazione Antonio Ratti, ristrutturazione e sistemazione interna, Como
1989/91
Piazza Santo Stefano, nuova pavimentazione, Bologna
Design: Servizio té e caffé, Ventola, lampada
1994/96
Chiesa dei santi Martino e Alessandro, Pineta di Arenzano
Design: Transenna - mostra
1998/2007
Sistemazione della piazza e nuova fontana, Piazza San Babila, Milano Edifici, Politecnico di Milano, via Golgi 42, Milano
Design: Monforte, panchina, Elmo, lampada
2001
Supermercato Esselunga, via Pitteri, Milano
2004-2010
Pavimentazione del presbiterio di S.Ambrogio, Milano
Complesso residenziale Dosso di La Punt, La Punt, Svizzera